L'imposta di successione in Italia: aliquote, franchigie e dichiarazione
Una guida chiara a come funziona l'imposta sulle successioni in Italia, ai parenti, alle franchigie e agli adempimenti verso l'Agenzia delle Entrate. Informazioni generali, non una consulenza legale o fiscale.
L'imposta di successione è il tributo che lo Stato applica al trasferimento di beni e diritti dal patrimonio di una persona defunta agli eredi e ai legatari. In Italia è disciplinata dal Testo Unico approvato con il Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, più volte rivisto nel corso degli anni e profondamente aggiornato dalla riforma entrata in vigore dal 1° gennaio 2025. Capire come funziona aiuta a programmare per tempo il passaggio del proprio patrimonio e a evitare brutte sorprese per chi rimane. Quanto segue è una panoramica divulgativa: si tratta di informazioni generali, non di una consulenza legale o fiscale, e ogni situazione concreta andrebbe valutata con un professionista o con un notaio di fiducia.
A differenza di quanto accade in altri Paesi europei, l'imposta italiana è considerata relativamente leggera, grazie ad aliquote contenute e a franchigie elevate. Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia (MEF), il gettito complessivo dell'imposta sulle successioni e donazioni si è attestato attorno a 1.043 milioni di euro nel 2022, una cifra modesta nel bilancio statale. L'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica ha messo in evidenza come, in rapporto al PIL, il prelievo italiano risulti molto più basso di quello di Francia e Germania, dove l'imposta pesa diverse volte tanto. È un dato che racconta bene la filosofia del sistema italiano: tutelare i passaggi familiari più stretti.
Chi paga e su che cosa
L'imposta colpisce il valore complessivo netto dei beni e dei diritti che compongono l'asse ereditario: immobili, terreni, conti correnti, partecipazioni societarie, aziende e altri rapporti patrimoniali, al netto delle passività deducibili come i debiti del defunto e le spese mediche e funerarie entro i limiti di legge. L'imposta non si calcola in modo uniforme su tutta l'eredità, ma in base alla quota che spetta a ciascun beneficiario e al suo grado di parentela con la persona scomparsa. È proprio il legame familiare a determinare l'aliquota e la franchigia, cioè la soglia di valore entro cui non si versa nulla.
Aliquote e franchigie
Le aliquote e le franchigie sono indicate dall'Agenzia delle Entrate e fissate dal Testo Unico. Vediamole secondo le diverse categorie di beneficiari.
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, ascendenti e discendenti): aliquota del 4 per cento, applicata sul valore della quota che eccede la franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. Significa che ogni figlio, ad esempio, non paga nulla fino a un milione di euro di eredità ricevuta e versa il 4 per cento solo sull'eventuale eccedenza.
Fratelli e sorelle: aliquota del 6 per cento, applicata sulla quota che supera la franchigia di 100.000 euro per ciascun beneficiario.
Altri parenti fino al quarto grado e affini in linea collaterale fino al terzo grado: aliquota del 6 per cento, senza alcuna franchigia. In questo caso l'imposta si calcola sull'intero valore trasferito.
Tutti gli altri soggetti, compresi gli estranei alla famiglia: aliquota dell'8 per cento, anche qui senza franchigia.
È prevista inoltre una tutela rafforzata per le persone con disabilità: quando il beneficiario è una persona portatrice di handicap riconosciuto come grave ai sensi della legge 104 del 1992, la franchigia sale a 1.500.000 di euro, a prescindere dal grado di parentela. Su questo aspetto Il Sole 24 Ore e Money.it hanno più volte ricordato come questa soglia maggiorata rappresenti una delle agevolazioni più significative del sistema.
Le imposte sugli immobili: ipotecaria e catastale
Quando nell'eredità rientrano beni immobili o diritti reali immobiliari, alle aliquote di successione si aggiungono due ulteriori tributi: l'imposta ipotecaria, pari al 2 per cento del valore degli immobili, e l'imposta catastale, pari all'1 per cento. Entrambe prevedono un importo minimo di 200 euro ciascuna.
Esiste però un'agevolazione importante. Se almeno uno degli eredi possiede i requisiti per la cosiddetta agevolazione "prima casa" sull'immobile ereditato, le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa, cioè 200 euro ciascuna, anziché in percentuale. Come ricordato anche dal Corriere della Sera nelle sue guide al fisco di famiglia, questo beneficio può ridurre in modo sensibile il carico complessivo, soprattutto sulle abitazioni di valore elevato. L'erede deve possedere i consueti requisiti previsti per la prima casa e impegnarsi, dove richiesto, a stabilirvi la residenza.
La dichiarazione di successione
Il principale adempimento a carico degli eredi è la dichiarazione di successione, che va presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. La dichiarazione si trasmette in via telematica all'Agenzia delle Entrate, direttamente dal contribuente abilitato oppure tramite un intermediario, come un commercialista o un notaio. Per le eredità più semplici l'Agenzia ha reso disponibile anche un servizio di dichiarazione precompilata online.
Non tutti sono obbligati a presentarla: la legge prevede alcuni casi di esonero, per esempio quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a una soglia limitata e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. In presenza di immobili, invece, la dichiarazione è in pratica sempre necessaria.
La riforma e l'autoliquidazione
La novità più rilevante degli ultimi anni riguarda il modo in cui l'imposta viene calcolata e versata. Con il Decreto Legislativo n. 139 del 2024, in vigore per le successioni aperte a partire dal 1° gennaio 2025, è stato introdotto il principio dell'autoliquidazione. In passato era l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate a determinare l'imposta principale di successione e a notificare l'avviso di pagamento. Oggi, invece, è il contribuente stesso (o il suo intermediario) a calcolare l'imposta dovuta direttamente in sede di dichiarazione e a versarla.
Le imposte ipotecaria, catastale e gli altri tributi connessi continuano a essere autoliquidati al momento della presentazione, mentre per l'imposta di successione vera e propria il versamento va effettuato con il modello F24 entro novanta giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. È prevista, a determinate condizioni, la possibilità di rateizzare l'imposta di successione. Come hanno raccontato Il Sole 24 Ore e La Repubblica nei loro approfondimenti, la riforma punta a semplificare e digitalizzare la procedura, spostando però sugli eredi una maggiore responsabilità nel calcolo corretto degli importi.
Le polizze vita e altre esclusioni
Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda le assicurazioni sulla vita. Le somme corrisposte ai beneficiari di una polizza vita per il caso di morte dell'assicurato, in linea generale, non rientrano nell'asse ereditario e sono esenti dall'imposta di successione, ai sensi dell'articolo 12 del Testo Unico. Il beneficiario, infatti, acquista il diritto al capitale direttamente dal contratto di assicurazione, e non per via ereditaria. È bene però distinguere la componente di puro rischio caso morte, esente, da eventuali prodotti a prevalente contenuto finanziario, la cui qualificazione può essere più articolata e va valutata caso per caso.
Quanto vale, oggi, un'eredità
L'imposta di successione tocca un tema sensibile: il trasferimento del patrimonio di una vita. Secondo la Banca d'Italia, nel quarto trimestre del 2025 la ricchezza netta media delle famiglie italiane, comprensiva di immobili e attività finanziarie al netto dei debiti, si è attestata intorno a 453 mila euro per famiglia. Una parte rilevante di questo patrimonio, prima o poi, passa di generazione in generazione. Pianificare con anticipo, conoscere le franchigie e tenere in ordine i documenti significa proteggere chi resta da incertezze burocratiche in un momento già difficile.
Come Afterlife AI™ si inserisce
Afterlife AI™ non si occupa di calcolare imposte né di sostituire un consulente: il patrimonio fiscale e legale resta nelle mani dei professionisti che scegli. Quello che facciamo è custodire la parte umana del lascito, cioè i ricordi, la voce e i valori di una persona, così che restino accessibili a chi ama anche quando si affrontano gli aspetti più pratici della successione. Costruire la tua Persona è gratuito, con 60 ricordi e 100 conversazioni per dare forma a chi sei, senza carta di credito e senza scadenze. Con la funzione Executor Lock™ puoi indicare chi avrà il compito di custodire ciò che lasci, integrando con serenità le tue volontà personali accanto alle decisioni patrimoniali. È un modo per ricordare che, oltre alle franchigie e alle aliquote, l'eredità più importante resta quella affettiva.
Domande frequenti
Le risposte qui sotto riepilogano i punti principali. Restano informazioni generali e non una consulenza legale o fiscale.
Fonti
Agenzia delle Entrate - Imposta di successione: aliquote e franchigie
Agenzia delle Entrate - Dichiarazione di successione: come pagare le imposte
Agenzia delle Entrate - Circolare sul D.Lgs. 139/2024 (successioni e donazioni)
Dipartimento delle Finanze (MEF) - Bollettino delle entrate tributarie
Banca d'Italia - Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane (quarto trimestre 2025)
Il Sole 24 Ore - Imposta di successione: aliquote, franchigie e novità della riforma
Money.it - Imposta di successione: come funziona, aliquote e franchigie
Corriere della Sera - Successione ed eredità: tasse e agevolazioni prima casa